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FITODEPURAZIONE


La fitodepurazione è un processo naturale di depurazione delle acque reflue, che utilizza le piante acquatiche come filtri biologici per ridurre le sostanze inquinanti presenti nel corpo idrico, in azione sinergica con i batteri nitrificanti.

 

 

IMPIANTI FITODEPURATIVI


La fitodepurazione è un trattamento biologico secondario che necessita di un trattamento primario (sedimentazione) e/o di un trattamento terziario (affinamento); essa è regolata in Italia dalle seguenti normative di tutela delle acque: Dlgs 152/99; Dlgs 258/2000;  Dlgs 183/2003.


Essi sono di due tipi, a seconda dello scorrimento del refluo: superficiale o sotto-superficiale.


Al primo tipo (SWF) appartengono:


SISTEMA A FLUSSO ORIZZONTALE

il refluo scorre in senso orizzontale, sotto la superficie. Le piante sono piantumate in ghiaia, disposta a strati di varia granulometria -  h 70-80 cm – sistema anaerobico.


SISTEMA A FLUSSO VERTICALE

il refluo scorre in senso verticale, a flusso alternato – h 1 m – sistema aerobico.


Al secondo tipo (FWS) appartiene il SISTEMA A FLUSSO SUPERFICIALE, che mima il biotopo lacustre (wetland).

 


VANTAGGI DELLA FITODEPURAZIONE

•Risparmio nel costo iniziale, nella gestione e nella manutenzione;
•Economia dell’acqua: il refluo depurato è riutilizzabile per l’irrigazione e lavaggio auto;
•Non si formano fanghi di depurazione;
•Non ci sono cattivi odori né insetti molesti;
•Si crea un ambiente ornamentale di piacevole effetto visivo.

 

LA SCELTA DELLE PIANTE ACQUATICHE NELLA

FITODEPURAZIONE


Le principali specie palustri utilizzate nella fitodepurazione sono piante che possiamo trovare nelle valli, lungo i fossi, sull’argine dei fiumi. Sono filiformi, eleganti, flessuose.In breve indichiamo le loro principali attitudini, che ne hanno fatto le interpreti del nuovo modo di depurare il refluo:

 

 

 

buona adattabilità al clima locale

 

elevata attività fotosintetica

 

grande capacità di trasporto di ossigeno all’interno dei culmi

 

ottima assimilazione di inquinanti

 

resistenza a condizioni climatiche avverse

 

semplicità di coltivazione e gestione

 

 

 

 

Il vento le piega, ma non le spezza. Sono autoctone, rustiche, resistenti al gelo. L’unica loro necessità è la presenza di un ambiente umido. Il fattore limitante è quindi l’acqua. Alcune specie hanno maggiore attività fitodepurativa, altre meno. Le nostre ricerche stanno dimostrando che Phragmites australis e le altre specie in studio presso il nostro centro sperimentale (Lythrum salicaria e Iris pseudacorus) hanno attività fitodepurativa anche d’inverno, anche se inferiore all’attività estiva, a causa delle basse temperature. Alcune sono più facili da piantumare, altre hanno apparato radicale più fragile. Il vivaista potrà dare utili consigli.