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LE PIANTE ACQUATICHE 
CHI SONO LE PIANTE ACQUATICHE
Le macrofite acquatiche sono piante superiori, erbacee, annuali o perenni, che vivono sommerse, parzialmente emergenti o fluttuanti nell'ambiente acquatico. Sono caducifoglie, per cui ai primi rigori invernali perdono tutte le foglie, fino a seccarsi completamente. Ma durante l'inverno resta vivo l'apparato radicale, fatto di rizomi o stoloni, da cui nella primavera successiva nasceranno le nuove piante.
Una pianta acquatica raggiunge fin dal primo anno l'altezza dell'età adulta. E fin dal primo anno fiorisce. Si propaga rapidamente, accrescendo il rizoma o moltiplicando lo sviluppo degli stoloni, in modo differente a seconda della specie e della famiglia di appartenenza, per cui dopo pochi anni un piccolo bacino acquatico è presto pieno di piante.

DI COSA VIVONO LE PIANTE ACQUATICHE
Le piante acquatiche vivono dei sali minerali disciolti nell'acqua e dall'acqua prendono ossigeno e anidride carbonica per svolgere l'attività fotosintetica. L'apparato radicale ha la duplice funzione di assimilazione delle sostanze nutritive contenute nel fondo del corpo idrico e di ancoraggio, per evitare alla pianta di essere portata via dalla corrente e quindi di perdere la propria nicchia ecologica.

QUALI DIFFERENZE TRA LE PIANTE CHE VIVONO IN ACQUA E QUELLE CHE VIVONO IN TERRA
Tra le differenze fondamentali tra le piante che vivono con l'apparato radicale completamente immerso in acqua o l'intera pianta sommersa, e le piante terrestri, le più evidenti sono:
- il fusto cavo, entro cui circola l'ossigeno;
- strategie adattative, quali l'assottigliamento della cuticola del fusto, per non opporre resistenza alle correnti, e la differenziazione del parenchima aerifero, col suo sistema lacunoso, utile sia per trasporto di ossigeno, scarso in acqua, dalle foglie alle radici, sia per garantire ad alcune specie il galleggiamento.

COME LE PIANTE ACQUATICHE DEPURANO L'ACQUA
Attraverso un apparato radicale fitto e intricato esse permettono di creare un filtro biologico all'interno dell'area da depurare; lo sviluppo della biomassa epigea garantisce la crescita microbica e permette ai batteri nitrificanti di svolgere il loro compito di degradazione aerobica della sostanza organica.

COME COMPETONO TRA LORO
La maggior parte delle piante acquatiche sono eliofile e crescono molto velocemente, assimilando i nutrienti e accumulando sostanze nocive all'ambiente, fino ad essere invasive e a entrare in competizione con le specie vicine. Importante, nella messa a dimora delle varie specie, sarà quindi considerare attentamente la loro nicchia ecologica e la posizione dei gruppi di piante nei bacini naturali, come associazioni vegetazionali: fragmiteto, nufareto, lamineto, tifeto, cariceto, giuncaia, scirpeto, ecc. Questo perché, se si accostano specie come Phragmites e Typha, esse inizialmente si compenetrano, ma nella successione dominerà una specie sull'altra, fino a farla soccombere. A noi interessa invece creare un equilibrio biologico, oltre che un effetto ornamentale ed estetico. Nella progettazione della biopiscina occorre tenere presente il giusto equilibrio fra luce solare, sali minerali, zooplancton, pesci, anfibi, piante emergenti, galleggianti e sommerse, per impedire formazione di alghe, accumulo di nutrienti e il conseguente sgradito intorbidamento dell'acqua.

MANUTENZIONE DELLE PIANTE ACQUATICHE
Nell'area di rigenerazione, la manutenzione periodica delle piante acquatiche garantisce il funzionamento dell'intero sistema. Devono essere interventi in tempi precisi, periodici e non frequenti. Più l'uomo interviene, più altera l'equilibrio biologico. Chi ha un laghetto sa che, quando viene mossa, l'acqua si intorbida, perché viene sollevato il fondo fangoso, in cui sono depositi animali e vegetali. Le piante acquatiche sono rustiche, forti, difficilmente attaccabili da malattie, se si rispettano poche fondamentali regole di gestione. Non prevedendo l'utilizzo di prodotti fitosanitari, un costante controllo visivo dello stato di salute delle piante, che possono essere attaccate da afidi e altri insetti fitofagi, permetterà un periodico intervento meccanico di asportazione delle foglie malate. A differenza degli impianti di fitodepurazione di tipo sub-superficiale, non si effettua il taglio autunnale della parte aerea, che durante l'inverno si conserverà secca e ghiacciata; in primavera sarà necessario un taglio della biomassa morta, per evitare decomposizione fogliare sul fondo del bacino e conseguente eutrofizzazione dell'acqua. Così, a ogni fine ciclo vitale annuale, occorrerà controllare il numero delle piante delle specie invasive, per evitare che venga vanificata l'originaria potenzialità fitodepurativa e ossigenante. Ogni tre anni si dovrà controllare se le piante sono in sovrannumero e diradare, dividendo i rizomi e asportandone la parte centrale, più vecchia. Di seguito indichiamo le normali note colturali e i tempi di attuazione:
ACQUA: acqua dolce, anche calcarea, pH 6,2-7,4.
TERRA: nelle biopiscine, in cui è necessario un substrato che non intorbidi l'acqua, vengono utilizzate zeolite e perlite in microfibra al posto della terra da orto (argillosa), normale sul fondo dei laghi o nei vasi eventualmente immersi nell'acqua.
FERTILIZZANTI: buon concime complesso granulare chimico da orto, a lenta cessione. La concimazione deve essere effettuata in primavera, prima della fioritura, rispettando rigorosamente la dose.
INSOLAZIONE: la maggior parte delle specie è eliofila. Alcune galleggianti, come Salvinia natans, vivono meglio all'ombra. Anche Pontederia cordata preferisce mezz'ombra o teme un eccessivo irraggiamento nelle ore più calde.
TEMPERATURA: la temperatura dell'acqua deve rimanere nel range ottimale: 10-35°C. E' bene ricordare che le alghe proliferano se captano le radiazioni solari e se la temperatura dell'acqua è molto alta. La presenza delle idrofite pleustofite e delle idrofite natanti argina il problema.
POSIZIONE NELL'AREA DI RIGENERAZIONE:
1.WATER-LILY ZONE (zona più profonda) (100-300 cm): idrofite natanti (ninfee)
2.SHALLOW-WATER ZONE (zona meno profonda) (10-50 cm): elofite (palustri)
3.BOG ZONE (zona paludosa) (10-0 cm): elofite piccole e tappezzanti
4.WET ZONE (zona umida): elofite piccole e basse
5.GARDEN ZONE AROUND THE POND (zona ripariale): igrofile e igrofite
CARATTERISTICHE ECOLOGICHE E PRATICHE COLTURALI:
NINFEE (IDROFITE NATANTI): vegetano dalla primavera all'autunno; fioritura da maggio a ottobre, in acqua stagnante. Si diradano per divisione rizomatica ogni tre anni o se la fioritura si riduce o si nota deperimento o rimpicciolimento delle foglie.
NELUMBO (FIOR DI LOTO) (IDROFITA NATANTE): domina sulla ninfea, per cui si sconsiglia l'impiego di entrambe le specie nella stessa area. L'apparato radicale, formato di rizoma e radici, è molto fragile. Il trapianto è consigliato solo nel mese di aprile.
PIANTE PALUSTRI (ELOFITE): vegetano dalla primavera all'autunno, con fioritura estiva che si protrae fino a ottobre. A seconda delle dimensioni, si possono distinguere in: BASSE (sviluppo max altezza 10-30 cm, piede in 1-10 cm di acqua) - MEDIE (sviluppo max altezza 1 m, piede in 1-15 cm di acqua) – ALTE (sviluppo max altezza oltre 1 m, piede in 1-25 cm di acqua). Le palustri da RIPA possono vivere col piede in solo fango. Le piante palustri variegate possono regredire alla forma originale non variegata: è bene dividere la pianta che presenta la variegatura, se la si vuole conservare. La propagazione agamica avviene per divisione rizomatica o trapianto delle plantule.
GALLEGGIANTI (IDROFITE PLEUSTOFITE): sono acquatiche con apparato radicale flottante sulla superficie dell'acqua. Vivono assorbendo i sali minerali disciolti nell'acqua. Da ogni pianta madre, attraverso l'apparato stolonifero, nascono numerose piante figlie. Appena le nuove piante emettono radici, possono essere separate dalla madre.
OSSIGENANTI sommerse (IDROFITE RIZOFITE): si inforcano in terra alta 5 cm e in acqua profonda 10-50 cm. Ceratophyllum demersum non si ancora al fondo e fluttua liberamente. Si propaga per via vegetativa, per talea fogliare.
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